Isole Canarie

Il Tenerife supera la prima fase della Coppa del Re, ma la prestazione lascia a desiderare

Il Tenerife vince 2-0 nella Coppa del Re, ma la prestazione deludente solleva preoccupazioni. Infortuni e confusione tattica mettono in evidenza la necessità di miglioramenti urgenti.

Il Tenerife ha affrontato la sua prima sfida nella Coppa del Re, ottenendo una vittoria di 2-0, ma la performance della squadra ha sollevato molte preoccupazioni. Nonostante il risultato positivo, l’immagine presentata dai giocatori è stata disastrosa, specialmente di fronte a un avversario di categoria inferiore, capace di creare diverse occasioni da gol. Le disattenzioni della squadra avversaria hanno impedito un’espressione di superiorità che ci si aspettava dal Tenerife.

Il Tenerife supera la prima fase della Coppa del Re, ma la prestazione lascia a desiderare

Inizio della partita e infortuni

L’incontro è iniziato inaspettatamente con un infortunio al brasiliano Marlos Moreno dopo solo sette minuti di gioco. Questo imprevisto ha spinto il tecnico Pepe Mel a effettuare il primo cambio, facendo entrare il francese Mellot. La squadra ha faticato a trovare una sua collocazione in campo, con un doppio schieramento del terzino destro in posizione sinistra, dove David ha preso posto, mentre Mellot ha mantenuto il lato destro difensivo. Waldo Rubio ha affiancato Diarrá e Aarón in mezzo al campo, ma il posizionamento di David in un’area non consueta per questa stagione ha creato confusione.

Nei primi minuti, la mancanza di un chiaro dominio da parte del Tenerife ha fatto sembrare che tra le due squadre non ci fosse una netta differenza di categoria. Tuttavia, col passare del tempo, il Tenerife ha cominciato a riacquistare il controllo del gioco, creando alcune occasioni significative. Un momento chiave è stata una conclusione di Mellot, che ha colpito la traversa, segnalando un miglioramento nella prestazione offensiva della squadra.

Waldo Rubio come punto di riferimento

Tra le note positive della prima frazione di gioco, spicca chiaramente la prestazione di Waldo Rubio. Con le sue iniziative sulla destra, ha rappresentato una minaccia costante alla porta avversaria, creando occasioni in collaborazione con Mellot, il quale ha saputo dare vivacità al gioco del Tenerife. Nonostante ciò, la scelta di Mel di mantenere un sistema difensivo a tre con Pezzolesi e Adri Pérez a supporto di Rubén Alves ha suscitato interrogativi. Si trattava di una strategia che lasciava intravedere l’intenzione del mister di adottare questo schema in competizioni future, una mossa già vista in precedenti partite.

Nella seconda metà, Mel ha deciso di abbandonare il sistema a tre centrali, sostituendo Diarrá e Aarón con Yanis e Sergio González, mentre Pezzolesi è stato spostato centrale. Questa modifica si è rivelata necessaria, poiché il Tenerife necessitava di un maggiore slancio offensivo.

La ripresa e l’inefficienza offensiva

Nella ripresa, gli avversari sembravano avviarsi con più grinta, cercando di approfittare delle debolezze difensive del Tenerife. Alcuni attacchi, sebbene timidi, hanno costretto il portiere Tomeu Nadal a intervenire in diverse occasioni, benché l’efficacia offensiva degli ospiti fosse limitata. Le principali chance per il Tenerife sono arrivate dai tentativi di Mellot e Waldo, i quali hanno creato l’unico vero pericolo nella fase centrale del secondo tempo. Tuttavia, un tiro di Adri dalla distanza, riuscito a sfiorare il gol, è stato bloccato da una difesa avversaria pronta e in forma.

L’ultima parte regolare del match ha visto il Tenerife mantenere il controllo del possesso, ma senza riescire a concretizzare a rete. La possibilità di un supplementare si stava facendo concreta, alimentata anche dalla scarsa prestazione dei blanquiazules.

Il supplementare e la frustrazione

E alla fine, la proroga è diventata una realtà. Il gioco è stato interrotto da un blackout nel campo, creando una situazione surreale durante un incontro già segnato da prestazioni deludenti. I tifosi presenti hanno iniziato a utilizzare le torce dei propri dispositivi mobili, rendendo l’atmosfera ancora più grottesca. La ripresa del gioco ha visto un Alfaro intraprendente e pronto a capitalizzare le fragilità del Tenerife, che continuava a mostrare segni di nervosismo.

Un angolo battuto dal Tenerife ha evidenziato la totale mancanza di precisione, con il pallone che non era nemmeno giunto all’area avversaria. Questo ha ulteriormente aggravato la situazione, lasciando Mel senza parole. La squadra, in preda alla frustrazione, non riusciva a trovare la reazione necessaria per giustificare la loro presenza in campo.

Risultato finale e prospettive future

Dei momenti di maggiore tensione sono arrivati con un chiaro rigore negato al Tenerife, seguito da un secondo fallo in area che ha portato Sergio González a segnare. La situazione si complica ulteriormente quando tra le riserve del Tenerife, Enric Gallego, è stato espulso al minuto 118, riducendo ulteriormente le possibilità di una rinascita per la squadra.

In brusco contrasto alla prestazione, il secondo gol del Tenerife, assistito da un giovane del vivaio, ha finalmente chiuso una partita che rimarrà a lungo impressa nella memoria di tutti e che ha messo in luce l’urgente necessità di rivedere strategie e prestazioni, affinché il club ritorni a mostrare la grandezza che gli è propria.